Faccia a faccia tra il leader della Lega Nord e il ministro degli esteri russo: tra i temi trattati crisi libica, Siria, terrorismo islamico ed elezioni in Europa


Crisi libica, Siria, terrorismo islamico, sanzioni alla Russia, le imminenti elezioni in Francia e Olanda: sono i temi affrontati nell’incontro di lunedì a Mosca tra il segretario della Lega Matteo Salvini e Sergej Lavrov, ministro degli esteri e fedelissimo di Vladimir Putin. Un faccia a faccia «durato 35 minuti», non annunciato alla stampa, che il leader del Carroccio racconta in un’intervista al Populista. Un confronto «cordiale e concreto» fa sapere Salvini, che fa notare come il ministro degli Esteri, che lo ha ricevuto nel suo studio al ministero, «non abbia ancora incontrato il suo omologo italiano, Angelino Alfano».

Salvini condivide con il ministro russo una «forte preoccupazione» per la situazione interna della Libia, «attualmente fuori controllo, con tutti i conseguenti problemi di immigrazione senza freni verso l’Europa e, in particolare, verso le coste italiane. Prendo atto del fatto che anche in questo caso è la Russia a incontrare tutte le parti in causa, e a supplire all’incredibile assenza dell’Unione Europea e di tutte le altre organizzazioni internazionali. A nome di tanti, ho inoltre ringraziato il Ministro dell’intervento russo in Siria contro l’Isis». Il ministro Lavrov, ha detto ancora il segretario della Lega, «ha voluto ringraziarmi per la vicinanza e anche per il coraggio che fin da subito la Lega ha dimostrato riguardo la crisi in Crimea». In mattinata, Salvini ha anche firmato un accordo ufficiale di collaborazione tra Lega e «Russia Unita», il partito di Vladimir Putin, rappresentato dal responsabile esteri, Sergey Zheleznyak.

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