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Notizie dalla Russia | RBTH
  1. Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha annunciato via Twitter che l’Ue estenderà di altri sei mesi, a partire da luglio, le sanzioni economiche alla Russia. "L'Ue estenderà le sanzioni economiche contro la Russia per la mancata attuazione degli accordi di Minsk”, ha scritto Tusk.

    Una decisione sulla quale i leader Ue si sono detti d’accordo, dopo aver ascoltato la relazione della cancelliera tedesca Angela Merkel e del Presidente francese Emmanuel Macron sull’implementazione degli accordi di Minsk.

    I provvedimenti economici erano stati introdotti per la prima volta a luglio del 2014 e avevano la durata di un anno. Da allora però sono sempre stati prolungati. 

  2. Disegno di Varvara Grankova

    La regione del fiume Tunguska Pietrosa è un luogo disabitato anche per gli standard della Siberia Centrale. La città importante più vicina, Krasnojarsk (a 3.352 km a est di Mosca), è situata 640 km a sud. Quando nel cielo sopra la Tunguska Pietrosa esplose il 30 giugno 1908 l’oggetto che più tardi venne definito come il meteorite di Tunguska, a decine di chilometri dall’epicentro dell’esplosione non c’era anima viva.

    Fu una vera fortuna perché, secondo le stime degli scienziati, la potenza dell’esplosione sarebbe stata compresa tra 10 e 40 megatoni di Tnt, l’equivalente di una bomba media all’idrogeno. L’onda d’urto si abbatté sulla foresta in un raggio di 40 km, le detonazioni furono persino udite nei villaggi che si trovavano a 800 km dall’epicentro, la terra tremò in tutta la Siberia. 24 ore dopo la caduta del corpo celeste in tutto l’Emisfero settentrionale infuriavano tempeste magnetiche e nel cielo si osservavano anomali lampi, nubi argentee e bagliori.

    Fine del mondo o guerra coi giapponesi?

    Testimoni di questo insolito fenomeno furono dei  contadini siberiani che vivevano nei villaggi dei dintorni e dei cacciatori della tribù degli Evenchi che ebbero la “fortuna” di vagare all’interno della taiga a decine di chilometri di distanza dal luogo dell’esplosione. Costoro raccontarono di aver visto un “globo di fuoco” attraversare il cielo da sud-est a nord-ovest e di aver sentito come degli “spari ” o dei “tuoni” in lontanza. “Tutti gli abitanti del villaggio si sono precipitati per le strade in preda al panico, le donne piangevano e tutti hanno pensato che stava arrivando la fine del mondo” il giornale Sibir descrive così la reazione della popolazione di uno dei villaggi situati a 200 km dall’epicentro dell’esplosione.

  3. A volte la reputazione di una città è meritata; altre volte risulta un po’ offuscata per motivi non sempre fondati. Rbth ha deciso di indagare sulle ragioni di questo enigma, intervistando cinque stranieri e contrapponendo le loro aspettative al loro approccio reale con alcune delle più importanti città del paese.

    1. Mosca

    Fonte: Shutterstock/Legion-Media

    Aaron Kennet, Israele, 21 anni, futuro insegnante di inglese a Vladimir, Russia 

    Prima

    Prima di venire in Russia mi ero sempre immaginato Mosca come una versione tormentata di New York. Mi figuravo una città piena di businessmen distratti, immersi nei loro doveri quotidiani, politici arroganti che controllavano il sottobosco clandestino e imbroglioni che affollavano le strade.

    Dopo

    ​Sono rimasto subito folgorato dalla bellezza che mi circondava, che fosse il monumento dedicato a Jurij Gagarin, o la stazione della metropolitana Chistye prudy. C’era sempre qualcosa di bello da ammirare. La gente poi nella metropolitana  è abbastanza gentile e disponibile.

    2. Novosibirsk

    Fonte: Lori/Legion-Media

    Jerry Byers, 46, scrittore, analista e direttore di New Directions Study Abroad, Stati Uniti

    Prima

    ​​Ho raggiunto la Siberia in treno in gennaio. Avevo sempre sentito parlare di Novosibirsk e ho deciso di visitarla. Mi aspettavo una città estremamente fredda, un po’ noiosa e molto sovietica, con gente scostante.

    Dopo

    A dire il vero, la città era molto fredda, ma affascinante come i suoi abitanti. Ho visitato la sua magnifica cattedrale, il Museo ferroviario e anche un piccolo museo d’arte. La parte più suggestiva è quella della Città di ghiaccio, costruita sulla riva del fiume Ob, che ha al suo interno un’infinità di enormi scivoli di ghiaccio. Non c’è niente di più divertente per degli uomini adulti che scivolare insieme ai bambini su queste attrezzature di ghiaccio in un freddo assurdo.

    3. Nizhnij Novgorod

    Fonte: TASS/Vladimir Smirnov

    Jerke Verschoor, 37anni, direttore di Nuffic Neso Russia (Organizzazione olandese per la cooperazione internazionale negli studi superiori), Paesi Bassi

    Prima

    Avevo letto che Nizhnij Novgorod in epoca sovietica si chiamava Gorkij e che era una città chiusa. A parte questo, sapevo soltanto che si trovava sul Volga e che aveva un bel Cremlino.

    Dopo

    Sono rimasto favorevolmente impressionato dal centro storico della città, in parte a causa del bel tempo, ma mi sono reso conto che quelle splendide case di legno avevano un bisogno disperato di essere restaurate. In ogni caso, la gente era molto piacevole ed è questo che conta!

    4. Vladivostok

    Fonte: TASS/Yury Smityuk

    Jonathan Blaisdell, 26 anni, analista di Eurasia, Stati Uniti.

    Prima

    Prima della partenza per Vladivostok, la mia conoscenza della città si limitava a qualche vaga reminiscenza del videogioco Grand Theft Auto IV.

    Dopo

    Vladivostok non è solo un avamposto dimenticato pieno di slavi selvaggi, è anche un affascinante crocevia di culture asiatiche. In quale altro luogo del mondo potete pranzare in un ristorante nord-coreano o sorseggiare un saké accampati su un sottomarino Soviet C-56 o  a cavalcioni su un dispositivo antiaereo in un’antica fortezza con una vista mozzafiato sulla città? Vladivostok ti offre tutto questo!

    5. San Pietroburgo

    Fonte: Lori/Legion-Media

    Randianne Leyshon, 29anni, insegnante e funzionaria amministrativa della Johns Hopkins University, Stati Uniti

    Prima

    La Ong con cui dovevo trascorrere l’estate aveva annullato la mia meta originaria così sono partita per la terra del sole di mezzanotte e dell’alfabeto cirillico senza sapere assolutamente niente.

    Dopo

    San Pietroburgo mi ha talmente stregato che ho finito col  trascorrere il resto delle mie estati da teen-ager lavorando nella città e nei suoi dintorni. I suoi angoli letterari e i suoi squarci architettonici hanno alimentato la mia ossessione per Piter. San Pietroburgo, la “finestra sull’Occidente”, è diventata la finestra di tutta la mia vita.

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  4. Il 21 giugno uno dei cantanti rock che ha segnato la storia della musica russa avrebbe compiuto 55 anni. E oggi Viktor Tsoy, leader della celebre band “Kino”, è un artista diventato immortale. Vediamo perché.

    Nessuno componeva canzoni come sapeva fare lui

    Tsoy è senza ombra di dubbio la più grande star della cultura di massa dei giovani dell’epoca della perestrojka. Erano gli anni Ottanta. E in Unione Sovietica la musica rock era da poco stata “riabilitata”. I giornali di quel tempo iniziarono a dare spazio ai concerti e agli eventi musicali in programma. Viktor Tsoy e la sua band “Kino” erano tra gli artisti più conosciuti tra i giovani.

    Le canzoni dei “Kino” rispecchiavano lo spirito dei ragazzi di quegli anni. Parlavano una lingua totalmente diversa, a loro vicina, ma non per questo meno profonda e poetica. “Viktor Tsoy è un genio della semplicità, della chiarezza e della sincerità - aveva detto Boris Grebenshchikov, leader della band “Aquarium” -. Nessuno in tutta la Russia è in grado di comporre come fa lui. Un giorno, quando eravamo ancora molto giovani, gli avevo detto che la sua band sarebbe diventata la più grande di tutto il Paese. Lui pensava che io stessi scherzando”.

    Viktor Tsoy, 1986. Fonte: MAMM

    L’epoca del cambiamento

    Anche se le sue canzoni evocavano le emozioni e le sofferenze dell’individuo, Tsoy è riuscito a creare una hit che ha segnato la storia della musica: “Peremen” (cambiamento). Una canzone interpretata da alcuni come un appello politico alle riforme radicali dello stile di vita sovietico. Presentata nel 1986, la canzone ha raggiunto il successo grazie al leggendario film “Assa” realizzato da Sergej Solovev nel 1987. La canzone è stata in breve tempo ribattezzata come l’inno della perestrojka. 

    Il leader sovietico Mikhail Gorbachev aveva più volte citato questa canzone di Tsoy come l’ardente aspirazione della popolazione al cambiamento. 

    Biografia

    La popolarità di Tsoy è in buona parte dovuta alla sua biografia. Nato in una famiglia modesta, figlio di un ingegnere sovietico, ha lavorato nei primi anni Ottanta come operaio nella sua città natale, Leningrado (oggi San Pietroburgo). Il luogo dove lui lavorava è stato soprannominato Kamchatka ed è diventato col tempo un posto leggendario. Uno dei film documentari a lui dedicato ritrae Tsoy che, durante il duro lavoro da operaio, dice: “Io mi sento semplicemente libero. Totalmente libero”.

    I Kino al cinema

    Il cinema ha largamente contribuito alla popolarità del gruppo “Kino”. Tsoy ha infatti recitato in varie pellicole, tra cui “Igla” (Aquila), del 1988. In questo film si possono ascoltare alcune delle canzoni più famose, come “Gruppa krovi” e “Zvezda po imeni Solntse”.

    Un artista immortale

    Tsoy è morto in un incidente stradale nel 1990, a qualche decina di chilometri da Riga: la sua auto è uscita di strada e gli esperti attribuiscono le cause dell’incidente alla stanchezza e a un probabile colpo di sonno. Viktor Tsoy aveva solo 28 anni. Una morte tragica e prematura che ha inserito Tsoy nel firmamento degli artisti immortali.

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